Ritrattista per vocazione
Maria Pia Dallasta è ritrattista per vocazione, sentendo per curiosità umana e intellettuale il bisogno di far emergere il momento più intimo e più vero dal volto oggetto della sua attenzione artistica. E’ un “portar fuori” nel vero significato etimologico dal latino re-traho, ritraggo. Impresa non facile, per la cui riuscita non è sufficiente una predisposizione naturale per il disegno. Se così fosse tanti sarebbero i ritrattisti, mentre molto raramente se ne incontrano di veramente validi.
La Dallasta si dichiara umilmente una “dilettante”; ma non è vero. Ella ha avuto numerosi maestri anche se non agivano all’interno di una scuola, ma liberamente in un contesto ambientale di scambio di reciproche esperienze. Un maestro è stato Anselmo Reggiani, diplomato all’Istituto Toschi di Parma, quando dipingeva a Case Cocconi in una stanza dove erano allineate , accanto ai tubetti dei colori, bottiglie di “Vecchia Romagna”, per annegare la sua disperazione. Un altro maestro è stato il Prof. Galliano Cagnolati di Boretto, i cui affreschi abbelliscono numerose chiese, abilissimo nel rappresentare figure e squarci di paesaggi padani. Infine il grande naif Pietro Ghizzardi, che le ha fatto non pochi ritratti, trasmettendole quasi per magia la voglia di dipingere volti umani, ricambiando con il bel ritratto che, a sua volta, lei gli ha dipinto. La Dallasta ha accumulato una grande esperienza affinando la sua tecnica, che le consente di ottenere particolari colorazioni, dovute a molti passaggi, a sovrapposizioni varie, che non si notano per la raggiunta perfetta fusione. Ed è riuscita ad ottenere l’effetto che lo sguardo della persona ritratta ti segua in tutte le direzioni, sembra che ti guardi ovunque ti trovi. “ Quando riesco ad estrarre da una persona il suo carattere è come se mi immedesimassi in essa, ne facessi parte – dice – e provo una profonda emozione.
Alfredo Gianolio 2008

