Su di Me

MARIA PIA DALLASTA

Sono nata a Boretto, ho respirato l’aria del PO piena di colori e di magia.

Mio padre il grande fiume lo ha vissuto, lavorava sulle draghe e con la barca lo attraversava remando nell’acqua limpida. Non temeva le fitte nebbie che lentamente calavano nei boschi, amava la natura e questo piacere lo condivideva con gli amici, fra cui Galliano Cagnolati, mio insegnante alle scuole medie, noto pittore e scrittore. Si ritrovavano nelle osterie del paese, oltre alle chiacchiere bevevano allegramente il bicchiere di lambrusco.

Ricordo lo sguardo dolce di Pietro Ghizzardi, pittore che passava spingendo un carretto pieno di disegni fatti su cartoni, erano ritratti di donne che lui dipingeva con grande amore e desiderio.

A vent’anni mi sono sposata e mi sono trasferita a Campegine, l’anno successivo avevo già due meravigliosi bambini. Gli impegni famigliari erano tanti, ma appena mi era possibile andavo a visitare mostre di pittura: era la mia passione.

Per tanti anni ho accudito dei bambini: Paolo, Stefano, Carlotta che oramai è una bellissima signorina alla quale voglio molto bene.

Nel 1996 una persona cara ci ha lasciato improvvisamente.

Dopo questo lutto rimanere a casa sola la sera per me era diventato un problema, stavo male, sentivo il bisogno di distogliere i brutti pensieri e le ansie, così presi un foglio e una matita e iniziai a disegnare.

Da quel momento è iniziato il mio percorso artistico.

Avevo ritrovato la pace e la serenità, mi sembrava di vivere in un’altra dimensione. Quando disegnavo lo sguardo di una persona era come se entrassi nella persona stessa, mi stupivo dei risultati ottenuti. La notte mi svegliavo, scendevo nello studio per vedere le mie opere, mi sembrava di vivere in un sogno. In cucina non avevo più il controllo della situazione, bruciavo i soffritti, mettevo il sale al posto dello zucchero, chiedevo scusa alla mia gente, avevo perso il senso del tempo, era tutto così divertente per me. Mi era cambiata la vita.

Mi avvalevo degli insegnamenti di Anselmo Reggiani, pittore campeginese, per quanto riguarda la tecnica del disegno a carboncino. Frequentavamo il “salotto” di Riccardo Bertani e là si discuteva sull’operato.

Sono stati preziosi anche i consigli del prof. Cagnolati, mi accoglieva nel suo studio, gli mostravo i miei quadri e quando esprimeva apprezzamenti positivi ero felice.

Sono stata gratificata da tante persone, una in particolare, l’avvocato Alfredo Gianolio, sempre presente in tanti piacevoli avvenimenti, generoso e disponibile: una cara persona.

Cinque anni fa sono diventata nonna con grande piacere ho messo da parte matita e foglio per accudire il mio bellissimo Pietro.

Dopo questa lunga pausa ho ripreso il mio “HOBBY”.